Filosofia

Il concetto fondamentale della nostra filosofia è quello di manipolare meno possibile la materia: il vino deve essere integro, perciò bisogna manipolare il meno possibile l’uva per ricavarne il vino. La scelta della “naturalità” (certificata tra l’altro dal ‘93 –appena uscita la legge sul biologico- al 1998) è dettata, oltre che dal presupposto di fare vini “integri”, da un senso di rispetto verso la nostra terra. La naturalità è una condizione necessaria per fare il VINO che sia specchio del territorio. Che porti il territorio in sé. Da sola però non è sufficiente: serve anche il “saper fare”.

Il vino deve avere caratteristiche fondamentali:
1. portare territorio dentro. Non deve essere buono in senso assoluto, ma riconoscibile come portatore di un territorio.
2. deve avere una beva facile, non deve essere stucchevole e non deve dare un senso di rifiuto. Deve essere “ da bere”, succulento, attrattivo per lo stomaco.
3. deve essere digeribile in quanto è un alimento.

Questi tre fattori si ottengono col concetto di integrità e non-lavorazione: mantenere il vino senza manipolarlo.

La longevità: il vino non manipolato, “VERO”, è di per sé longevo, basta conservarlo bene. All’interno della propria vita, come qualsiasi essere vivente, cambia, evolve. Il motore del cambiamento è l’ossigeno, l’aria, come per tutti gli esseri viventi.

Il frutto della terra è il figlio del buon rapporto tra uomo e natura, un rapporto equilibrato, in cui i ritmi sono importanti e non possono essere distorti dall’uomo. L’uomo deve seguire la terra e i suoi ritmi per assicurarsi un raccolto vivo e vero. E per far parte anch’esso della natura.